“Sire,” diss'ella, “tutto ch'io mi conosca à voi soggetta, et che à ciò giusta cosa è ch’io acconsentisca, nondimeno, prima che voi allato a me vi corichiate, yi voglio d'una honesta gratia supplicare, qual'è, che havendomi voi per moglie presa, siate contento di fare nelle monete presso 'l nome vòstro il mio'scolpire.”
Della qual dimanda giudicando il Re di non potere coll'honor suo compiacerla.
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