Di nuovo, saranno gli eventi del prossimo futuro a confermare o meno la bontà dei proclami dei Talebani 2.0 – che rispetto ai predecessori sembrano essere anche più social, cioè inclini all’utilizzo della rete per promuovere la loro immagine –, ma una cosa è sicura come l’oro: sono e restano dei pragmatici, sono e restano la manifestazione più potente della geopolitica pakistana e sono e restano i portavoce di una forza sociale piuttosto numerosa e rappresentativa della multinazione afghana – non si spiegherebbe, altrimenti, il fallimento dell’Occidente nell’offrire agli afghani una valida alternativa culturale agli studiosi del Corano –, le cui vere origini risalgono al Grande Gioco – Dost Mohammed Khan –, i cui valori attingono al codice d’onore dei pashtun (pashtunwali) e la cui interpretazione dell’Islam è radicata negli insegnamenti della scuola Deobandi.
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