Camminando poi attraverso campi di rigoglioso, lucente granturco, attraverso prati floridi, lungo [p. 182 modifica]filari di grandi ontani allacciati da festoni di viti dove l’uva già nereggiava, pensavo perchè mai tanta bellezza innocente di natura, tanto fiore di vita, tanta benedizione di frutti avessero ad alimentare nel cuore umano le cupidigie più bieche, gli odii più esecrandi.
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