Una mattina di agosto, verso le dieci capitò nello studio un contadino di Rettorgole e pregò il notaio di andar con lui a raccogliere le ultime disposizioni di suo padre, che stava, secondo si espresse «mal da morte.» Il notaio volle che io lo accompagnassi e partimmo ammucchiati tutti e tre in un misero biroccino senza cuscini, saltando, al trotto sgangherato d’una vecchia rozza, sopra un sedile molto amaro per due notai magri e avvezzi a due poltrone eccellenti.

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