Torna alla mente ciò che scriveva nel 1925 l’economista russo Nikolaj Kondratiev nel suo saggio I maggiori cicli economici (1925), in cui l’autore sottolineava l’intrinseca vulnerabilità del sistema capitalista globale a fasi di forte volatilità e incertezza al termine di analoghe fasi di espansione economica, nonché il fisiologico riproporsi di gravi perturbazioni sistemiche in momenti di rottura per l’economia e il contesto internazionale.
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